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 (foto da Ciclistica.it)
Bella vero? Altroche' se e' bella, e giovane, e sorridente. Dev'essere proprio una ragazza simpatica, oltre che bella. Chissa' quanti amici avra', quanti ammiratori, quanti spasimanti. Eh, beata gioventu'. Beh, sapete che vi dico?
Scordatevela.
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Capita a volte che un collega scherzosamente mi dica, sapendo che vengo al lavoro in bici, che un giorno o l'altro mi stirera' con la macchina. Nessuno che mi dica mai "mi compro una pistola e ti sparo in faccia", mentre a volte capita che qualcuno -scherzando si capisce- dica che mi investira'. Io non capisco bene perche' dire che mi investiranno e' spiritoso e dire che mi spareranno in faccia non sta bene e non si fa, in fondo l'effetto e' quasi lo stesso, la premeditazione pure. E' quasi come se i morti ammazzati sulla strada fossero meno morti di quelli uccisi in altra maniera, come se ci fosse una zona franca, una terra di nessuno in cui puoi uccidere senza dovertene assumere la responsabilita', basta che tu dica che non l'hai fatto apposta, che non hai visto, che non volevi.
Eppure i morti son sempre morti, e fa poca differenza se sono stati investiti da un proiettile di una tonnellata o centrati da uno da dieci grammi.
Le parole dicono molto sui pensieri di chi le pronuncia, e la zona franca esiste eccome nelle teste della gente. I morti sulle strade son diversi dagli altri, sono davvero meno morti. Sono percepiti come qualcosa di inevitabile, qualcosa che capita -sempre agli altri beninteso-, qualcosa che "succede". Il pericolo non sono le strade dissestate, le auto potenti, il buio o la pioggia.
Il pericolo sta nel fatto che per la maggioranza delle persone e' "normale" che la gente muoia sulle strade, e chi muore li' e' meno morto che altrove.
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Guardatela negli occhi, anche se li tiene socchiusi. Guardatele il sorriso, anche se e' un po' nascosto dalla sciarpa. Guardate la posa, adagiata sulla neve.
Guardatela bene, perche' e' morta.
Morta per davvero, sulla strada, in bicicletta, investita da un taxi che non ha neppure frenato, che non l'ha neppure vista. E poi chiedetevi se davvero avete il coraggio di pensare che la sua morte e' solo un numero, una statistica, una di quelle cose che succedono. Perche' il vostro essere umani potrebbe anche dipendere dalle risposte che vi darete, e da come cambieranno i vostri comportamenti di conseguenza.
Vi ho detto di scordarvela, poco fa, ma voi non datemi retta.
Ricordatela.
Non aspettate che ci sia qualcuno che vi obblighi ad andar piano, a fare attenzione, ad assumervi le vostre responsabilita' quando guidate perche' tanto nessuno lo fara'.
Cominciate voi a farlo, uno per volta, uno per uno.
I morti sulle strade hanno sempre un volto, un nome e un cognome, cosi' come i loro assassini.
Fate in modo che non siano mai i vostri.
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